Fare un corso conviene, anche se non è obbligatorio
Fonti verificate il 9 settembre 2026
Quello che dice la norma: il corso non serve
Alla domanda di ammissione agli esami vanno allegati tre documenti: fotocopia fronte-retro del documento di identità in corso di validità, attestazione del versamento prescritto per la tassa esami, e una marca da bollo del valore corrente. Un attestato di frequenza non è fra questi, e nessun altro articolo lo introduce.
Nemmeno i requisiti dell’art. 137 — cittadinanza o residenza, età, possesso della patente, assenza di determinate condanne — menzionano corsi o titoli di studio. I titoli di studio compaiono altrove, all’art. 5 dell’allegato 26, e servono a esonerare dalla parte tecnica, non ad accedere all’esame.
Perché lo consigliamo lo stesso
- La parte A del programma è una materia tecnica vera — dieci sezioni, dalla legge di Ohm alla protezione contro i fulmini — e le materie tecniche si imparano molto meglio spiegate che lette. Il decreto elenca gli argomenti; non li insegna.
- La parte C è normativa, e la normativa si muove: nel 2021 è cambiato l’esonero, nel 2023 i contributi, nel 2026 sono arrivate la classe N e i nominativi a scelta. Chi tiene un corso segue questi cambiamenti per mestiere.
- Un corso vi mette in contatto con persone che l’esame l’hanno già dato e che operano davvero. Il giorno in cui dovrete montare un’antenna, capire perché il ROS non scende o decidere quale apparato comprare, quella è la differenza che conta — e non è nel programma d’esame.
- La disciplina di studiare con una scadenza. Le sessioni sono poche all’anno: un corso che finisce prima del termine di presentazione della domanda è un calendario che vi tiene.
C’è anche un motivo che riguarda il futuro prossimo. Il Codice prevede dal 2024 che il Ministero possa affidare l’organizzazione e lo svolgimento delle prove d’esame alle associazioni dei radioamatori legalmente riconosciute che ne facciano richiesta, previa verifica dei requisiti minimi stabiliti con decreto. È una possibilità di legge, non ancora una prassi: ma dice in che direzione si muove il rapporto fra associazioni ed esame.
Dove si trovano i corsi
Radioamatori si diventa — ARI CRER
È la piattaforma di formazione di ARI CRER APS, il Comitato Regionale Emilia-Romagna dell’Associazione Radioamatori Italiani. Il corso è online — webinar interattivi, materiale didattico, registrazioni delle lezioni, esercitazioni con tutoraggio e un simulatore d’esame — e si segue a distanza, senza vincoli di residenza. Il sito indica che il corso in sé è gratuito, perché basato su attività volontaria, e che è richiesta l’iscrizione al Radio Club ARI; gli importi del tesseramento e quelli ministeriali sono a parte e li trovate lì aggiornati.
A distanza, aperto a chiunque, con simulatore d’esame.
ARI — corsi in presenza e telematici, su tutto il territorio
L’ARI organizza corsi a livello nazionale, e non solo in presenza. Il modulo di iscrizione collegato dal banner «Corso patente» sulla home di ari.it lo dice per esteso: «L’ARI (Associazione Radioamatori Italiani) organizza su tutto il territorio nazionale corsi in presenza e telematici per sostenere l’esame per diventare radioamatore». I corsi si appoggiano alla rete delle sezioni — sono 271 — e la modalità dipende dalla sezione; l’iscrizione però parte da un unico modulo nazionale, dopo il quale si viene invitati a una serata di presentazione.
Anche qui il corso è gratuito e richiede l’iscrizione all’ARI Radio Club. E anche qui gli importi sono sul loro sito, non su questo: cambiano, e non vogliamo essere la pagina che ve li dà sbagliati.
In presenza o telematici, secondo la sezione. Si parte da qui.
La sede nazionale pubblica inoltre una pagina di inquadramento su come si diventa radioamatore e la directory delle sezioni, utile per trovare quella più vicina.
Che cosa chiedere prima di iscriversi
Sempre nostro consiglio, non norma. Quattro domande che vale la pena fare a chi organizza il corso:
- Il corso copre anche le parti B e C, o solo la tecnica? Sono le parti da cui nessun titolo di studio esonera, e sono quelle in cui si perde l’esame per nomenclatura.
- Quando finisce rispetto al termine di presentazione della domanda del vostro ispettorato? Un corso che chiude dopo il termine vi fa saltare la sessione.
- Ci sono esercitazioni sulle domande, o solo lezioni? Ascoltare e rispondere sono due attività diverse, e all’esame ve ne chiedono una sola.
- Chi tiene le lezioni ha la patente e opera? Sembra ovvio e non lo è: la differenza fra un corso che vi fa passare l’esame e uno che vi fa diventare radioamatori sta quasi tutta lì.
Il corso non sostituisce l’allenamento
Un corso vi spiega la materia; quello che vi fa passare l’esame è rispondere alle domande finché non le sbagliate più, e sapere quali argomenti state ancora sbagliando. Sono due cose diverse e si fanno insieme: la lezione la sera, le domande nei ritagli.