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Quiz Radioamatori

Fare un corso conviene, anche se non è obbligatorio

Questa è l’unica pagina del sito in cui diamo un consiglio invece di riportare una regola, ed è giusto che si veda. La regola è che il corso non serve: nessuna norma lo richiede. Il consiglio è di farlo lo stesso, e qui sotto c’è il perché — separato con cura da ciò che dice il decreto.

Fonti verificate il 9 settembre 2026

Quello che dice la norma: il corso non serve

Alla domanda di ammissione agli esami vanno allegati tre documenti: fotocopia fronte-retro del documento di identità in corso di validità, attestazione del versamento prescritto per la tassa esami, e una marca da bollo del valore corrente. Un attestato di frequenza non è fra questi, e nessun altro articolo lo introduce.

Fonte: Allegato 26 al Codice (d.m. 1° marzo 2021), art. 4, comma 1 — verificato il 9 settembre 2026 · tutte le fonti

Nemmeno i requisiti dell’art. 137 — cittadinanza o residenza, età, possesso della patente, assenza di determinate condanne — menzionano corsi o titoli di studio. I titoli di studio compaiono altrove, all’art. 5 dell’allegato 26, e servono a esonerare dalla parte tecnica, non ad accedere all’esame.

Fonti: D.lgs. 1° agosto 2003, n. 259 — Codice delle comunicazioni elettroniche, art. 137 — verificato il 9 settembre 2026 · Allegato 26 al Codice (d.m. 1° marzo 2021), art. 5 — verificato il 9 settembre 2026 · tutte le fonti

Perché lo consigliamo lo stesso

  • La parte A del programma è una materia tecnica vera — dieci sezioni, dalla legge di Ohm alla protezione contro i fulmini — e le materie tecniche si imparano molto meglio spiegate che lette. Il decreto elenca gli argomenti; non li insegna.
  • La parte C è normativa, e la normativa si muove: nel 2021 è cambiato l’esonero, nel 2023 i contributi, nel 2026 sono arrivate la classe N e i nominativi a scelta. Chi tiene un corso segue questi cambiamenti per mestiere.
  • Un corso vi mette in contatto con persone che l’esame l’hanno già dato e che operano davvero. Il giorno in cui dovrete montare un’antenna, capire perché il ROS non scende o decidere quale apparato comprare, quella è la differenza che conta — e non è nel programma d’esame.
  • La disciplina di studiare con una scadenza. Le sessioni sono poche all’anno: un corso che finisce prima del termine di presentazione della domanda è un calendario che vi tiene.

C’è anche un motivo che riguarda il futuro prossimo. Il Codice prevede dal 2024 che il Ministero possa affidare l’organizzazione e lo svolgimento delle prove d’esame alle associazioni dei radioamatori legalmente riconosciute che ne facciano richiesta, previa verifica dei requisiti minimi stabiliti con decreto. È una possibilità di legge, non ancora una prassi: ma dice in che direzione si muove il rapporto fra associazioni ed esame.

Fonte: D.lgs. 1° agosto 2003, n. 259 — Codice delle comunicazioni elettroniche, art. 136, comma 3 — verificato il 9 settembre 2026 · tutte le fonti

Dove si trovano i corsi

Radioamatori si diventa — ARI CRER

È la piattaforma di formazione di ARI CRER APS, il Comitato Regionale Emilia-Romagna dell’Associazione Radioamatori Italiani. Il corso è online — webinar interattivi, materiale didattico, registrazioni delle lezioni, esercitazioni con tutoraggio e un simulatore d’esame — e si segue a distanza, senza vincoli di residenza. Il sito indica che il corso in sé è gratuito, perché basato su attività volontaria, e che è richiesta l’iscrizione al Radio Club ARI; gli importi del tesseramento e quelli ministeriali sono a parte e li trovate lì aggiornati.

Riferimento: ARI CRER — radioamatorisidiventa.it — verificato il 9 settembre 2026 · tutte le fonti
radioamatorisidiventa.it — il corso online di ARI CRER

A distanza, aperto a chiunque, con simulatore d’esame.

ARI — corsi in presenza e telematici, su tutto il territorio

L’ARI organizza corsi a livello nazionale, e non solo in presenza. Il modulo di iscrizione collegato dal banner «Corso patente» sulla home di ari.it lo dice per esteso: «L’ARI (Associazione Radioamatori Italiani) organizza su tutto il territorio nazionale corsi in presenza e telematici per sostenere l’esame per diventare radioamatore». I corsi si appoggiano alla rete delle sezioni — sono 271 — e la modalità dipende dalla sezione; l’iscrizione però parte da un unico modulo nazionale, dopo il quale si viene invitati a una serata di presentazione.

Riferimento: ARI — modulo nazionale «Vuoi diventare Radioamatore?» — verificato il 9 settembre 2026 · tutte le fonti

Anche qui il corso è gratuito e richiede l’iscrizione all’ARI Radio Club. E anche qui gli importi sono sul loro sito, non su questo: cambiano, e non vogliamo essere la pagina che ve li dà sbagliati.

Riferimento: ARI — modulo nazionale «Vuoi diventare Radioamatore?» — verificato il 9 settembre 2026 · tutte le fonti
ARI — modulo nazionale di iscrizione ai corsi

In presenza o telematici, secondo la sezione. Si parte da qui.

La sede nazionale pubblica inoltre una pagina di inquadramento su come si diventa radioamatore e la directory delle sezioni, utile per trovare quella più vicina.

Riferimento: ARI — «Come si diventa radioamatore» — verificato il 9 settembre 2026 — Pagina non aggiornata sulla procedura: il pulsante per la domanda di ammissione agli esami rimanda ancora a appradioamatori.invitalia.it, sostituito dal portale ispcmi.mimit.gov.it l’11 maggio 2026. Va letta per l’inquadramento e per trovare la sezione più vicina, non per la procedura. · tutte le fonti

Che cosa chiedere prima di iscriversi

Sempre nostro consiglio, non norma. Quattro domande che vale la pena fare a chi organizza il corso:

  1. Il corso copre anche le parti B e C, o solo la tecnica? Sono le parti da cui nessun titolo di studio esonera, e sono quelle in cui si perde l’esame per nomenclatura.
  2. Quando finisce rispetto al termine di presentazione della domanda del vostro ispettorato? Un corso che chiude dopo il termine vi fa saltare la sessione.
  3. Ci sono esercitazioni sulle domande, o solo lezioni? Ascoltare e rispondere sono due attività diverse, e all’esame ve ne chiedono una sola.
  4. Chi tiene le lezioni ha la patente e opera? Sembra ovvio e non lo è: la differenza fra un corso che vi fa passare l’esame e uno che vi fa diventare radioamatori sta quasi tutta lì.

Il corso non sostituisce l’allenamento

Un corso vi spiega la materia; quello che vi fa passare l’esame è rispondere alle domande finché non le sbagliate più, e sapere quali argomenti state ancora sbagliando. Sono due cose diverse e si fanno insieme: la lezione la sera, le domande nei ritagli.

Fonte di questa pagina: Allegato 26 al Codice (d.m. 1° marzo 2021), artt. 4 e 5 — verificato il 9 settembre 2026 · D.lgs. 1° agosto 2003, n. 259 — Codice delle comunicazioni elettroniche, artt. 136 e 137 — verificato il 9 settembre 2026 · ARI CRER — radioamatorisidiventa.it — verificato il 9 settembre 2026 · ARI — modulo nazionale «Vuoi diventare Radioamatore?» — verificato il 9 settembre 2026 · ARI — «Come si diventa radioamatore» — verificato il 9 settembre 2026 — Pagina non aggiornata sulla procedura: il pulsante per la domanda di ammissione agli esami rimanda ancora a appradioamatori.invitalia.it, sostituito dal portale ispcmi.mimit.gov.it l’11 maggio 2026. Va letta per l’inquadramento e per trovare la sezione più vicina, non per la procedura. · tutte le fonti

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