Esiste come norma, non ancora come esame. Il Codice la prevede e un decreto ministeriale del 26 gennaio 2026 ne fissa i criteri generali, ma il programma d’esame e le modalità di domanda vanno adottati con un decreto direttoriale che il Ministero indica come «in corso di definizione»: fino ad allora continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti.
Non c’è una data. Il decreto del 26 gennaio 2026 non fissa alcun termine per l’adozione del decreto direttoriale che deve contenere il programma d’esame, e il Ministero lo descrive come «in corso di definizione». Chiunque indichi una data sta facendo una previsione, non citando una norma.
La classe A è la patente HAREC di livello pieno, riconosciuta in tutta l’area CEPT dalla T/R 61-02. La classe N corrisponde alla classe di radioamatore novizio della ECC/REC (05)06, con un esame su conoscenze tecniche di base. Quali privilegi operativi avrà in Italia non è ancora stabilito.
Quattro cose: recepisce la raccomandazione CEPT ECC/REC (05)06; stabilisce che la patente N è rilasciata dagli Ispettorati territoriali dopo una prova scritta o orale; fissa la soglia di superamento al 60%; e disciplina i nominativi a scelta, con una maggiorazione di 250 euro. Tutto il resto è rinviato a decreti direttoriali.
È la raccomandazione CEPT che istituisce la «CEPT Novice Radio Amateur Licence», adottata il 5 ottobre 2005. Serve a far riconoscere reciprocamente le licenze novizio nei Paesi che l’hanno adottata, quando l’operatore si sposta all’estero.
No. Il decreto del Ministro delle comunicazioni 21 luglio 2005 ha unificato le patenti di operatore di classe A e di classe B nella sola classe A. Da allora, e fino all’arrivo della classe N, la patente italiana è una sola.