Che cosa vogliono dire p.e.p. e e.r.p.?
Sono due modi diversi di misurare la potenza, e la norma li usa per due cose diverse: 500 W p.e.p. è il limite della vostra stazione, 10 W e.r.p. quello di un ponte ripetitore. Il primo si misura al cavo, il secondo tiene conto dell’antenna.
Fonti verificate il 9 settembre 2026
potenze massime, definite come potenza di picco (p.e.p) cioè potenza media fornita alla linea di alimentazione dell’antenna durante un ciclo a radiofrequenza, in corrispondenza della massima ampiezza dell’inviluppo di modulazione: fisso o mobile/portatile 500 W.
La definizione è quella che conta all’esame e in stazione: la p.e.p. è potenza fornita alla linea di alimentazione dell’antenna. Il guadagno dell’antenna non entra nel conto — un’antenna direttiva non vi fa superare il limite.
La potenza equivalente irradiata (e.r.p.) fa esattamente il contrario: è la grandezza che tiene conto di quanto l’antenna concentra il segnale. È quella con cui l’allegato 26 limita le stazioni ripetitrici automatiche non presidiate a 10 W, e compare nel programma d’esame fra le caratteristiche delle antenne.